6 aprile 2021
La redazione del P.V.C. non è sempre necessaria: Cassazione

Con Ordinanza 31 marzo 2021, n. 8910, la quinta sezione della Cassazione ha escluso che l'articolo 24, Legge n. 4/1929 imponga, in ogni caso, la redazione del P.V.C. prima che venga notificato l'accertamento.

Pronunciandosi, in dettaglio, sulla mancata allegazione del processo verbale all'accertamento notificato a un coobbligato in solido, non sottoposto direttamente alla verifica, gli ermellini hanno precisato che la redazione di un processo verbale di constatazione non e` necessaria per rendere legittimo un successivo avviso di accertamento, perchè è in esso che si esterna poi ciò che si è constatato prima.

Per quanto l'articolo 24 Legge n. 4/1929 preveda che "le violazioni delle norme contenute nelle leggi finanziarie sono constatate mediante processo verbale", tal onere di redazione, anche ove non sia assolto in forza della disposizione sopra richiamata, non impedisce in nessun caso l'emissione di avvisi di accertamento in base all'autonoma valutazione dell'amministrazione finanziaria. Del resto, prosegue la Corte, il processo verbale previsto dall'articolo 24 può avere una molteplicità e complessità di contenuti e la legge non discrimina tra diversi mezzi di rappresentazione e differenti realtà rappresentate, così come tra rappresentazione di fatti e rappresentazione di dichiarazione.

Sicché, quale documento extraprocessuale, esso può avere sia un contenuto ricognitivo, sia un contenuto valutativo liberamente valutabile dall'amministrazione finanziaria; per queste ragioni, deve quindi escludersi, conclude la Cassazione, che tal verbale abbia rilevanza esterna tale da viziare, ove non redatto, l'atto successivo.