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10 maggio 2021
La Cassazione torna sul riparto dell’onere probatorio in caso di inesistenza soggettiva

Questione sempre attuale, l'inesistenza sotto il profilo oggettivo è tornata sotto la lente della Cassazione.

Con Sentenza 5 maggio 2021, n. 11685, la Corte ha ricordato che, in questa ipotesi,l'indetraibilità dell'IVA si verifica comunque se l'amministrazione prova, anche solo in base a presunzioni, che il contribuente, al momento in cui acquisto` il bene o il servizio, sapeva, o avrebbe dovuto sapere, con l'uso dell'ordinaria diligenza, che il soggetto formalmente cedente, con l'emissione della relativa fattura aveva evaso l'imposta o partecipato a una frode.
Raggiunta tale prova, prosegue la Corte, è onere del contribuente dimostrare la propria buona fede, dimostrando di avere operato con la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalita` in rapporto alle circostanze del caso concreto.
Prova che, precisano gli ermellini, può, ad esempio, riguardare l'attivita` conoscitiva preventiva eventualmente posta in essere, dalla quale fosse emerso un esito tranquillizzante circa l'effettività e l'operatività del soggetto interposto.