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28 maggio 2021
La Cassazione precisa quando il motivo di appello non è nuovo

Se nel ricorso introduttivo vi è anche solo un passaggio contenente il rilievo, che in sede di appello formerà oggetto di un motivo ad hoc, il ricorrente non incorre nel divieto di nuovi motivi.

Rigettando il ricorso delle entrate, con Ordinanza 24 maggio 2021, n. 14160, la Cassazione ha escluso l'inammissibilità del motivo, ex articolo 57, D.Lgs. n. 546/92, in quanto dallo stesso atto introduttivo del giudizio davanti la CTP si evinceva che la contribuente aveva censurato l'operato dell'ufficio evidenziando come fosse "irragionevole la pretesa di assoggettare tutti i dividendi a reddito senza riconoscere i relativi costi sostenuti e risultanti, come evidenziato nel PVC in contabilità".
Nel giudizio di appello, poi, la contribuente aveva formulato uno specifico motivo di gravame censurando la sentenza impugnata per non avere pronunciato sull'illegittimità dell'avviso di accertamento IRES, in quanto la pretesa era stata erroneamente quantificata senza tenere conto dei costi sostenuti dalla società per la realizzazione dell'operazione.

Pertanto, conclude la Cassazione, la domanda non poteva considerarsi nuova, restando immune dall'inammissibilità prevista dall'articolo 57, D.Lgs. n. 546/92.