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31 maggio 2021
Il socio “a ristretta base” ha pieno titolo, anzi deve contestare la pretesa societaria allegatagli: Cassazione

La vexata quaestio delle società a ristretta base e della relativa presunzione di derivazione giurisprudenziale è a base dell'Ordinanza 24 maggio 2021, n. 14096, con cui la Corte ha ribadito il proprio orientamento in merito all'onere, gravante sul socio, di impugnazione nel merito della pretesa della società.

In particolare, gli ermellini hanno affermato che, nel caso in cui l'accertamento nei confronti della società non possa considerarsi definitivo, perché non vi e prova di una valida notifica alla società stessa, il socio, che sia stato raggiunto dall'accertamento tributario a titolo personale in conseguenza della ritenuta distribuzione dei proventi conseguiti e non dichiarati dalla società di capitali con ristretta base partecipativa, ove non sia in grado di dimostrare che la distribuzione degli utili in favore dei soci non e intervenuta, deve necessariamente contestare lo stesso effettivo conseguimento, da parte della società, degli utili extrabilancio che l'Amministrazione finanziaria afferma essere stati realizzati e poi distribuiti tra i soci.