8 giugno 2021
La Cassazione censura la mera riproposizione degli atti processuali

Stop della Cassazione al ricorso che ripropone, in modo pedissequo, gli atti processuali.
Con Ordinanza 4 giugno 2021, n. 15619, gli ermellini hanno dichiarato inammissibile, per la palese inosservanza del requisito di cui all'art. 366, primo comma, n. 3), c. p. c., il ricorso in cui i fatti delle rispettive cause sono esposti attraverso la pedissequa riproduzione dell'intero letterale contenuto di una vasta serie di atti processuali. In tal modo, la difesa si sottrae all'inderogabile compito di sintesi degli aspetti delle medesime cause funzionalmente utili alla comprensione e alla valutazione delle censure mosse alla sentenza impugnata, inammissibilmente affidando alla Corte (dopo averla costretta a leggere tutto) la scelta di quanto effettivamente rilevi in relazione ai motivi.