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18 giugno 2021
Il perimetro dell'articolo 36-ter: Cassazione

Con due ordinanze gemelle, del 16 giugno 2021, la n. 17129 e la n. 17130, la Cassazione è tornata ad occuparsi di controllo formale, chiarendone lambito operativo.

In dettaglio, gli Ermellini, nel ricordare il proprio orientamento, hanno evidenziato che l'art. 36-ter, D.P.R. n. 600/73 (rubricato "Controllo formale delle dichiarazioni") attribuisce all'ufficio diverse possibilità, non di mera liquidazione delle imposte (secondo la previsione dell'art. 36-bis), ma di controllo e di più incisivi "interventi" sulle dichiarazioni del contribuente, non solo sulla base di queste, ma anche in base ad atti diversi da quelli allegati dall'interessato ed esterni alla sua sfera giuridica.

Per tale ragione, prosegue la Corte, il legislatore ha previsto una certa procedura, che concretizza l'immanente principio di collaborazione/cooperazione tra Fisco e contribuente; in altri termini, il più incisivo "controllo" disciplinato dall'art. 36-ter (rispetto alla "liquidazione" ex art. 36-bis) e per cosi dire bilanciato da una fase procedimentale necessaria, di garanzia per il contribuente, che culmina nell'obbligo dell'Amministrazione di comunicare all'interessato (contribuente o sostituto d'imposta) l'esito del controllo formale, con l'indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica degli imponibili, delle imposte etc.