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18 giugno 2021
La deduzione per competenza non è mai discrezionale: Cassazione

La deduzione dal reddito d'impresa in un esercizio, ovvero in un altro, non è soggetta ad alcun margine di discrezionalità, a nulla rilevando l'assenza nei fatti di un danno erariale; atteso che, nei due anni, si genererebbero due flussi di segno opposto (a debito in quello omesso e a credito in quello dedotto).

E questo, in estrema sintesi, il principio ribadito dalla Corte di Cassazione nell'Ordinanza 16 giugno 2021, n. 17128, ove gli Ermellini hanno evidenziato che, in tema di reddito d'impresa, non e consentito al contribuente scegliere di effettuare la detrazione di un costo in un esercizio diverso da quello individuato dalla legge come esercizio di competenza, neppure al dichiarato fine di bilanciare componenti attivi e passivi del reddito e pur in assenza della configurabilità di un danno per l'erario.
Atteso che, prosegue la Corte, le regole sull'imputazione temporale dei componenti negativi, dettate in via generale dall'articolo 75, TUIR, sono vincolanti sia per il contribuente che per l'erario e, per la loro inderogabilità, non richiedono ne legittimano un qualche giudizio sull'esistenza o meno di un danno erariale, per modo che appare decisamente irrilevante l'eventuale (anche effettiva) insussistenza dello stesso nel caso concreto.