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19 giugno 2021
La legittimazione impositiva del concessionario per i tributi locali: Cassazione

Con Ordinanza 16 giugno 2021, n. 17033, la quinta sezione della Cassazione ha precisato i confini della legittimazione impositiva, in caso di affidamento, da parte dei Comuni, del servizio di accertamento e riscossione a un concessionario.

In dettaglio, gli Ermellini hanno ricordato che, in questa eventualità, la legittimazione impositiva attiva deve intendersi trasferita dal Comune in capo al concessionario e, quindi, quest'ultimo e il soggetto tenuto all'emissione dell'avviso di accertamento e all'introito diretto del gettito tributario, essendo tali attività riconducibili al circuito di applicazione-gestione-riscossione del tributo.

Lo stesso principio, prosegue la Corte, e inoltre desumibile anche da quella giurisprudenza di legittimità formatasi in tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ex art. 49, D.Lgs. n. 22/1997, dalla quale si evince che, fermo restando il potere del Comune di accertare e riscuotere la tassa di smaltimento (TARSU) in vigore prima della sua sostituzione ad opera della tariffa (TIA), tale potere va invece riconosciuto - all'esito del regime transitorio di introduzione di quest'ultima, come qui rilevante - proprio al "soggetto che gestisce il servizio" in forza di concessione; e ciò anche per quanto concerne la legittimazione processuale nelle relative controversie.