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26 giugno 2021
La non tassatività dell'elenco degli atti impugnabili: Cassazione

Con Ordinanza 22 giugno 2021, n. 17799, la Cassazione ha ricordato che l'elenco degli atti impugnabili, contenuto nell'articolo 19, D.Lgs. n. 546/92, è suscettibile d'interpretazione estensiva, seppur con il necessario corollario della mera facoltà d'impugnazione di tutti gli atti adottati dall'ente impositore che, con l'esplicitazione delle concrete ragioni (fattuali e giuridiche) che la sorreggono, porti, comunque, a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, senza necessita di attendere che la stessa, ove non sia raggiunto lo scopo dello spontaneo adempimento cui e naturaliter preordinata, si vesta della forma autoritativa di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dall'art. 19, D.Lgs. n. 546/1992.

È evidente, prosegue la Corte, che già al momento della ricezione della notizia sorge in capo al contribuente destinatario, l'interesse, ex art. 100 cod. proc. civ., ad invocare una tutela giurisdizionale di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva (e/o dei connessi accessori vantati dall'ente pubblico).

Pertanto, la mancata impugnazione da parte del contribuente di un atto non espressamente indicato dall'articolo 19 non determina, in ogni caso, la non impugnabilità (e cioè la cristallizzazione) di quella pretesa, che va successivamente reiterata in uno degli atti tipici previsti dallo stesso articolo.