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16 luglio 2021
Le vicende dell’atto registrato non incidono sul pagamento dell’imposta di registro, ma sull’eventuale rimborso

Con Ordinanza 13 luglio 2021, n. 19868, la Cassazione ha ricordato che, in materia di imposta di registro, la nullità o l'annullabilità dell'atto imponibile non incidono sull'obbligo di chiederne la registrazione, né su quello, conseguente, di pagare la relativa imposta, tanto principale quanto complementare, ma costituiscono soltanto titolo per ottenere la restituzione dell'imposta assolta; subordinatamente, però, non alla mera declaratoria di invalidità dell'atto con sentenza passata in giudicato, bensì all'accertata contemporanea sussistenza di due ulteriori condizioni, rappresentate dalla non imputabilità alle parti del vizio che ha determinato la caducazione dell'atto e dall'insuscettibilità di ratifica, convalida o conferma dello stesso.

Ciò in quanto, prosegue la Corte, la nullità civilistica dell'atto non incide sull'obbligazione tributaria dovuta da chi ha sottoscritto l'atto, ma, al più, sulla ripetizione delle somme relative.