21 luglio 2021
Come si applica la norma antielusiva contenuta nell’art. 20 in materia di registro? Cassazione

Con le Ordinanze “gemelle” 19 luglio 2021, n. 20639, n. 20640 e n. 20641, la Cassazione è tornata ad occuparsi dell'articolo 20, D.P.R. n. 131/1986, contenente la clausola antielusiva in materia di registro; oggetto, come si ricorderà, della celebre sentenza n. 158/2020 della Corte Costituzionale.

Gli Ermellini, al riguardo, hanno precisato che per effetto dell'articolo 20 resta ferma la legittimità dell'attività di riqualificazione per via interpretativa dell'atto da registrare da parte dell'Amministrazione soltanto se operata "ab intrinseco", senza l'utilizzazione di elementi ad esso estranei, essendo viceversa la finalità antielusiva profilo affatto estraneo alla disposizione in esame.

Diversamente, prosegue la Corte, a diversi limiti soggiace la potestà dell'Amministrazione finanziaria quando la riqualificazione è diretta a far valere il collegamento negoziale e, più in generale, qualunque forma di abuso del diritto ed elusione fiscale, ai sensi dell'articolo 10-bis, Legge n. 212/2000, trattandosi di ipotesi estranea alla ermeneutica dell'atto da registrare. L'azione accertatrice, in tali casi, si deve attuare mediante apposito e motivato atto impositivo, preceduto - a pena di nullità - da una richiesta di chiarimenti, che il contribuente può fornire entro un certo termine, il tutto da svolgersi all'interno di uno specifico procedimento di garanzia.