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22 luglio 2021
La Corte ritorna sulla valenza, ai fini accertativi, del piano regolatore generale

Con le Ordinanze 19 luglio 2021, n. 20591 e n. 20592, la Cassazione ha ricordato che, in tema di accertamento tributario, l'edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della Regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi.

Al riguardo, in particolare, la Corte ha precisato che l'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è sufficiente a fare lievitare il valore venale dell'immobile, le cui eventuali oscillazioni, in dipendenza dell'andamento del mercato, dello stato di attuazione delle procedure incidenti sullo ius aedificandi o di modifiche del piano regolatore che si traducano in una diversa classificazione del suolo, possono giustificare soltanto una variazione del prelievo nel periodo d'imposta, conformemente alla natura periodica del tributo in questione, senza che ciò comporti il diritto al rimborso per gli anni pregressi, a meno che il Comune non ritenga di riconoscerlo.