24 luglio 2021
La prova contraria sul sintetico è rigida: lo ricordano gli Ermellini

Con Ordinanza 21 luglio 2021, n. 20904, la Cassazione ha ricordato che, in presenza di una spesa per incrementi patrimoniali, l'articolo 38, D.P.R. 600/1973 riconosce al contribuente la facoltà di offrire la prova contraria, che è testualmente riferita, nel comma 6, al fatto che "il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte", con la espressa precisazione che "l'entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione".

Pertanto, prosegue la Corte, il contribuente, che deve fornire la prova contraria, deve dimostrare l'esistenza e l'entità di una pregressa e legittima disponibilità finanziaria, oltre alla durata del possesso della stessa (Cass., n. 14885/2015), proprio in quanto la citata disposizione, nel prevedere che l'entità di tali redditi e la durata del possesso devono risultare da idonea documentazione, richiede qualcosa in più della mera prova della disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte); pur non prevedendo esplicitamente la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, chiede tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere.