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17 settembre 2021
La Cassazione sulla differenza da recesso del socio e divieto di doppia imposizione
Con Ordinanza 14 settembre 2021 n. 24671, la Corte di Cassazione ha precisato che, poiché: 
  • l'avviamento;
  • le plusvalenze sui beni dell'azienda sociale;
  • gli utili inerenti alle operazioni in corso al momento del recesso dai quali origina la "differenza da recesso";
saranno assoggettati a tassazione per trasparenza in capo ai soci restanti (l'avviamento e le plusvalenze al momento dell'effettivo realizzo e gli utili alla fine dell'esercizio), al fine di non incorrere nella violazione del divieto di doppia imposizione sullo stesso reddito (art. 127, ora 163, TUIR) - una prima volta in capo al socio recedente e, successivamente, in capo ai soci restanti - si deve ritenere che la predetta "differenza da recesso" costituisca un componente negativo del reddito d'impresa deducibile in capo alla società (in tale senso si è espressa anche l'Agenzia delle entrate con la risoluzione 25 febbraio 2008, n. 64/E).