Home
Network ALL-IN
Explora
Rubriche
Strumenti
Fonti
8 ottobre 2021
Nel fallimento la sorte degli interessi segue quella del tributo: Cassazione

La Sezione tributaria della Cassazione, con Ordinanza 6 ottobre 2021, n. 27209, ha ricordato che, nel procedimento fallimentare, l'ammissione di un credito, sancita dalla definitività dello stato passivo, una volta che questo sia stato reso esecutivo con il decreto emesso dal giudice delegato, ai sensi dell'articolo 97 della legge fallimentare, acquisisce all'interno della procedura concorsuale un grado di stabilità assimilabile al giudicato, con efficacia preclusiva di ogni questione che riguardi il credito, comprese le eventuali cause di prelazione che lo assistono (Cass., sez. 1, 27 ottobre 2017, n. 25640; Cass., sez. 1, 16 marzo 2001, n. 3830).
Ciò significa, prosegue la Corte, che se è ormai cristallizzato in via chirografaria il credito relativo alla sorte capitale, non può che essere chirografario anche il credito relativo agli interessi maturati su tale somma. Infatti, concludono gli Ermellini, una delle caratteristiche principali degli interessi, intesi quali prestazioni accessorie ed omogenee rispetto alla prestazione principale, è costituito dalla accessorietà dell'obbligazione di interessi rispetto ad una obbligazione principale; tanto che se il titolo del credito principale è nullo, annullato o risolto, viene meno anche l'obbligazione di interessi.