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23 ottobre 2021
In caso di sale and lease back non vale la plusvalenza da cessione: Cassazione

La disciplina prevista dall'articolo 86, TUIR, relativa alle plusvalenze patrimoniali da cessione di beni d'impresa, non si applica a quelle derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore.

È quanto precisato dagli Ermellini con Ordinanza 20 ottobre 2021, n. 29236, con la quale essi hanno evidenziato che il contratto di "sale and lease back" ha una causa diversa dal contratto di vendita puro e semplice, trattandosi di un contratto unico, complesso con causa finanziaria non scomponibile nei suoi elementi, e le diverse modalità di iscrizione nel bilancio delle relative plusvalenze, in ossequio ai principi contabili internazionali, ne sono la prova (e la relativa conseguenza). La causa finanziaria del contratto, prosegue la Corte, impedisce di assimilare (a fini fiscali) la somma ricevuta dal concedente al corrispettivo dell'acquirente, ed il fatto che il legislatore tributario non abbia disciplinato la specifica materia non può essere motivo per trarne la conseguenza dell'inapplicabilità della ripartizione pluriennale, anche a fini fiscali, della plusvalenza ottenuta con la cessione del bene, ben potendo valere l'esatto contrario.
Tale criterio di imputazione - nel silenzio del legislatore fiscale ed in assenza di una specifica norma tributaria derogatoria dei principi generali di derivazione e di imputazione per competenza - è l'unico espressamente previsto e non v'è ragione alcuna per disattenderlo, visto che quando l'ha voluto il legislatore tributario ha espressamente rimodellato i corrispondenti istituti del diritto civile e commerciale.