26 ottobre 2021
Ok ai nuovi documenti in appello, ma il termine è perentorio: Cassazione

Con Ordinanza 22 ottobre 2021, n. 29690, la Cassazione ha ricordato che, in tema di contenzioso tributario, l'articolo 58, D.Lgs. n. 546/1992 fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti anche al di fuori degli stretti limiti consentiti dall'art. 345 c.p.c., ma tale attività processuale deve essere esercitata - stante il richiamo operato dall'articolo 61 del citato D.Lgs., alle norme relative al giudizio di primo grado - entro il termine previsto dall'articolo 32, comma 1, dello stesso Decreto, ossia fino a venti giorni liberi prima dell'udienza, con l'osservanza delle formalità di cui all'articolo 24, comma 1.
Tale termine, precisa ancora la Corte, è da ritenersi, anche in assenza di espressa previsione legislativa, di natura perentoria, e quindi sanzionato con la decadenza, per lo scopo che persegue e la funzione (rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio) cui adempie (Cass., sez. 5, 24 giugno 2021, n. 18103; Cass., sez. 5, 7 marzo 2018, n. 5429).
Oltre tutto, concludono gli Ermellini, la parte può produrre in appello prove documentali, anche se preesistenti al giudizio di primo grado e pure se, in quest'ultimo giudizio, era rimasta contumace (Cass., sez. 5, 23 giugno 2021, n. 17921).