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4 novembre 2021
L’iter dell’espropriazione forzata in caso di crediti di importo ridotto: Cassazione

Con Ordinanza 29 ottobre 2021, n. 30968, la Cassazione ha precisato che l'articolo 77, comma 2, D.P.R. n. 602/73 prevede che se l'importo del credito per cui si procede non supera il 5% del valore dell'immobile da sottoporre ad espropriazione determinato a norma dell'art. 79 del medesimo testo normativo, l'Agente della Riscossione deve iscrivere ipoteca e deve attendere sei mesi dall'iscrizione senza che il debito sia estinto per procedere al pignoramento ed iniziare, con ciò, l'espropriazione, mentre per eseguire l'iscrizione ipotecaria, come sancito dall'art. 76, comma 1, occorre unicamente che il credito per cui si procede non superi complessivamente il limite di ottomila euro.

Da una lettura sistematica e letterale degli artt. 76 e 77 del D.P.R n. 602/1973, concludono gli Ermellini, si evince, quindi, che il primo consente all'Agente della riscossione di procedere all'espropriazione immobiliare solo se il credito complessivamente azionato superi gli ottomila euro, mentre il secondo impone allo stesso concessionario di iscrivere ipoteca prima di procedere all'esecuzione forzata.