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17 dicembre 2021
Nessuna motivazione per l’autorizzazione alle indagini finanziarie: Cassazione

Con Ordinanza 15 dicembre 2021, n. 40223, la Cassazione ha ricordato che l'autorizzazione prescritta dall'articolo 32, D.P.R. n. 600/1973, ai fini dell'espletamento delle indagini bancarie, esplica una funzione organizzativa, incidente nei rapporti tra uffici, e non richiede alcuna motivazione (Cass., 10 febbraio 2017, n. 3628; 21 luglio 2009, n. 16874; 26 settembre 2014, n. 20420), per un duplice ordine di ragioni.
Da un lato perché, in relazione a detta autorizzazione, la legge non dispone alcun obbligo di motivazione, a differenza di quanto stabilito, invece, per gli accessi e le perquisizioni domiciliari (art. 33, D.P.R. n. 600/1973, e art. 52, D.P.R. n. 633/1972).
In secondo luogo perché la medesima autorizzazione, ad onta del "nomen iuris" adottato, esplicando una funzione organizzativa, incidente esclusivamente nei rapporti tra uffici, e avendo natura di atto meramente preparatorio, inserito nella fase di iniziativa del procedimento amministrativo di accertamento, non è qualificabile come provvedimento o atto impositivo, tipologie di atti per le quali, rispettivamente, la L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 1, e la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, prevedono l'obbligo di motivazione (Cass. Civ., 10 febbraio 2021, n. 3242).