28 febbraio 2022N. 40
Pubblicità e sponsorizzazioni sportive: accertamenti tributari tra operazioni inesistenti, deducibilità, antieconomicità e onere della prova

La deducibilità delle spese come degli altri componenti negativi del reddito dipende dal riferimento di tali spese ad attività o beni da cui derivano ricavi, o comunque altri proventi che concorrono a formare il reddito. In altre parole, l'ambito di operatività di una attività di impresa cui fare riferimento deve essere valutato in rapporto a tutte le attività indicate come oggetto dell'impresa stessa, anche se non esercitate.

Tuttavia, è illegittimo un accertamento di antieconomicità di costo di sponsorizzazione, se è fondato soltanto sull'assenza di maggiori ricavi conseguiti. L'esame verte perlopiù sull'adeguatezza della pubblicità a divulgare e promuovere l'attività di impresa in questione. La sponsorizzazione invero può essere utilizzata anche per sensibilizzare preventivamente i consumatori verso beni e servizi anche se non ancora concretamente offerti.

Pertanto, l'accertamento dell'inerenza delle spese pubblicitarie all'attività di impresa deve limitarsi alla relazione, al nome e all'oggetto dell'impresa nello svolgimento e sviluppo della stessa. In particolare, la presunzione assoluta di cui all'art. 109, TUIR sulla natura dei corrispettivi in natura o in denaro, ad esempio, in favore delle ASD fino all'importo di € 200.000,00 consente al contribuente di scongiurare ogni prova contraria, purché i costi sostenuti siano necessari e strumentali.

di Vincenzo Ficarella - Dottore Commercialista e Tributarista in Bari

IL CONTRATTO DI SPONSORIZZAZIONE

Il contratto di sponsorizzazione può essere definito come un contratto in cui un soggetto (detto sponsorizzato) assume, normalmente verso corrispettivo, l'obbligo di associare a proprie attività il nome o il segno distintivo...