27 giugno 2022N. 122
L'interpello ordinario come strumento di prevenzione degli accertamenti

L'interpello ordinario, disciplinato dall'articolo 11, comma 1, lettera a) della legge n. 212/2000 - Statuto del contribuente, è finalizzato a ottenere il parere dell'Agenzia delle Entrate prima di porre in essere un determinato comportamento fiscale, rispetto a un caso concreto e personale in merito all'interpretazione di una norma tributaria ovvero con riferimento alla corretta qualificazione di fattispecie, nei casi in cui le disposizioni siano obiettivamente incerte. Lo scopo è quello di non incorrere in errori che potrebbero comportare eventuali accertamenti.

L'istanza può essere presentata dal contribuente o da coloro che, in base a specifiche disposizioni di legge, sono obbligati ad effettuare adempimenti tributari insieme o per conto dello stesso.

La competente Direzione dell'Agenzia delle Entrate può chiedere al contribuente di integrare la documentazione esibita ai fini dell'inquadramento corretto della questione e della compiutezza della risposta. La richiesta dei documenti interrompe il termine assegnato per la risposta, che "inizia a decorrere dalla data di ricezione, da parte dell'ufficio, della documentazione integrativa consegnata o spedita con le stesse modalità dell'interpello".

La risposta deve essere notificata o comunicata al contribuente, anche telematicamente, entro 90 giorni dalla presentazione dell'istanza all'ufficio competente o entro 60 giorni dalla consegna della documentazione integrativa.

di Stefano Setti - Dottore commercialista

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Il D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 ha provveduto, con effetto 1° gennaio 2016, ad un riordino del sistema riguardante la disciplina degli interpelli, facendo...