11 luglio 2022N. 132
La denuncia al consulente "salva" dalla sanzione per mancata risposta al questionario

La recente ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione n. 6092 e pubblicata il 24/02/2022, in tema di utilizzabilità di documenti a favore del contribuente non prodotti tempestivamente a seguito del questionario, consente di approfondire tale istituto (regolato dall'articolo 32, D.P.R. n. 600/1973) e delle conseguenze derivanti dalla mancata risposta al medesimo.

Tale strumento, espressione del potere ispettivo dell'Amministrazione finanziaria, mediante cui essa chiede di conoscere dati o notizie di carattere specifico, e con essi i relativi documenti, ponendosi in una fase di interlocuzione attiva tra fisco e contribuente in cui è richiesto ad entrambe le parti il rispetto dei principi di lealtà, correttezza e buona fede (artt. 6 e 10 L. n. 212/2000), se inottemperato dal contribuente implica l'inutilizzabilità della documentazione a suo favore sia in sede amministrativa che conteziosa.

Tale regola prevede un'unica eccezione data dalla dimostrazione del contribuente di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile. Ebbene, la citata sentenza in tema di non imputabilità del contribuente a fronte della condotta infedele del consulente già denunciato per inadempimento agli obblighi dichiarativi, mette in luce la "causa di forza maggiore" quale circostanza propedeutica per l'utile valorizzazione di documenti a favore del contribuente in sede contenziosa altrimenti preclusa, nonché consente di fare il punto anche sulle questioni processuali che vengono in rilievo in siffatta ipotesi.

di Rebecca Amato - Avvocato tributarista

IL QUESTIONARIO AL CONTRIBUENTE

Nell'ambito dei poteri che il legislatore tributario ha inteso attribuire agli Uffici delle entrate rientra il potere di controllo nella forma del potere ispettivo prodromico a qualsivoglia attività accertativa, espressione...