26 agosto 2022N. 157
La "buona fede" quale esimente ai fini sanzionatori

Il principio di buona fede rappresenta nell'ambito dell'ordinamento giuridico un principio immanente a cui il medesimo è informato, e tanto non solo nell'ambito dei rapporti tra privati, ma anche nei rapporti tra contribuente e Amministrazione finanziaria che ha trovato espresso e massimo riconoscimento nello Statuto del contribuente all'articolo 10, L. n. 212/2000.

Il principio di buona fede e legittimo affidamento, declinazione del supremo principio di certezza del diritto, tuttavia non rappresenta solo una mera asserzione di principio a cui si informa il rapporto tributario tra le parti, ma ha un'attitudine tangibile a livello pratico.

Uno dei possibili risvolti dell'applicazioni di tale principio, è rilevabile ai fini sanzionatori di tipo amministrativo tributario (escludendo dunque la sanzione penale), potendo essere assunto a circostanza esimente e dunque rivelare l'attitudine a escludere la punibilità, fermo restando, tuttavia, la debenza del tributo. Tale riconoscimento è stato di recente confermato dall'Ordinanza n. 9942 e pubblicata il 28/03/2022 emessa dalla Corte di Cassazione, che l'ha rilevata come esimente solo se "l'agente è incorso in un errore inevitabile, per essere incolpevole l'ignoranza dei presupposti dell'illecito e dunque non superabile con l'uso della normale diligenza."

Pertanto, dopo aver condotto una breve disamina del principio di buona fede e legittimo affidamento, ci si soffermerà sull'attitudine della buona fede ad operare come esimente e tanto anche non trascurando il profilo del soggetto legittimato a disapplicare la sanzione e con esso i relativi riflessi che tale circostanza implica.

di Rebecca Amato - Avvocato tributarista

IL PRINCIPIO DI BUONA FEDE "TRIBUTARIA"

Il principio architrave del nostro ordinamento giuridico è, in primis, il principio di certezza del diritto inteso nel senso che ogni persona deve essere in grado di conoscere con...