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24 novembre 2022N. 217
L’interposizione fittizia nelle indagini finanziarie

Lo strumento delle indagini finanziarie permette agli organi verificatori di entrare in possesso di dati e informazioni di carattere finanziario che consentono di controllare l'esatto adempimento degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti.
Nonostante la sensibilità delle informazioni ottenibili con le indagini finanziarie, gli organi verificatori possono ricorrere a questa modalità accertativa in maniera discrezionale e senza particolari vincoli, eccezion fatta per la preventiva autorizzazione che deve essere fornita dai vertici dell'Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.
I dati che si ottengono per il tramite delle indagini finanziarie, oltre a permettere la ricostruzione del reddito o del volume di affari del contribuente in via analitica o induttiva, consentono di poter applicare la presunzione secondo cui i versamenti e i prelevamenti sui conti corrente del contribuente rappresentano, salvo prova contraria, omessi ricavi ovvero operazioni rilevanti ai fini IVA.
Nel presente contributo, dunque, dopo avere esaminato i tratti salienti della disciplina relativa alle indagini finanziarie, ci concentreremo sull'interposizione fittizia nelle indagini finanziarie, ovvero quella pratica, avallata da monolitica giurisprudenza, che permette, sotto determinate condizioni, agli organi verificatori di poter ottenere informazioni di natura finanziaria, oltre che sul contribuente, anche su soggetti terzi ritenuti a lui “vicini” a tal punto da poter intestare loro attività finanziarie a lui riconducibili.

di Stefano Rossetti – Dottore Commercialista in Milano
Le indagini finanziarie

Nell'ambito dell'esercizio dei suoi poteri, l'Amministrazione finanziaria, ai sensi dell'articolo 32, comma 1, n. 7, D.P.R. n. 600/1973, può...

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