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23 febbraio 2023
Sanzioni e Ravvedimento
N. 36
Stop al ravvedimento operoso dopo la notifica degli avvisi bonari, ma non dopo l’inizio di accessi, ispezioni e verifiche

La Legge di Stabilità 2015 ha modificato profondamente il ravvedimento operoso, rimodulandone le modalità ed i termini. Per effetto della deroga contemplata al comma 1-ter, dell'art. 13, D.Lgs. n. 472/1997, l'istituto è usufruibile anche dopo l'inizio di accessi, ispezioni e verifiche fiscali "fermo restando il solo "limite invalicabile" della "notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, articoli 36 bis e 36 ter, e successive modificazioni, e Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, articolo 54 bis, e successive modificazioni", come ribadito dalla Suprema Corte nell'ordinanza n. 37940 del 28.12.2022. Pertanto, gli avvisi bonari restano una causa ostativa per il ravvedimento, limitatamente, però, alle sole violazioni specificamente contestate con le procedure automatizzate e/o formali. Non è da ostacolo, invece, il recapito della richiesta di documentazione prodromica alla comunicazione di irregolarità.

di Maria D’Amelio - Avvocato Tributarista in Avellino
Il ravvedimento operoso

L'istituto giuridico del "ravvedimento operoso", come noto, è stato introdotto al fine di incentivare l'adempimento spontaneo dell'autore della violazione a porre rimedio ad omissioni ed irregolarità prima che l'Amministrazione...

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