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14 luglio 2021 N. 101 - Reati documentali
L'occultamento e la distruzione dei documenti contabili. La configurabilità del reato e l'interesse tutelato

Con la Sentenza n. 23921/2021, la Suprema Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla fattispecie delittuosa di cui all'art. 10 D.Lgs. n. 74/2000 e, specificamente, sulla configurabilità del reato di occultamento o distruzione delle scritture contabili e della documentazione di cui è obbligatoria la conservazione.

Con la pronuncia in rassegna, gli Ermellini chiariscono come l'interesse tutelato dalla norma sia il corretto esercizio della funzione di controllo dell'organo verificatore. Per cui, in caso di verifica fiscale, il mancato prolungato rinvenimento della documentazione, nei luoghi riferibili alla società e accessibili dai verificatori, si traduce in occultamento delle scritture contabili. In altre parole, l'occultamento, per essere punito, deve avere avuto un'incidenza, sia pure relativa, sulla ricostruzione dei redditi e del volume di affari.

La condotta antigiuridica perdura, infatti, finché esiste, in favore dell'Amministrazione finanziaria, il potere di controllare e ricostruire l'ammontare dei redditi o del fatturato, della persona sottoposta ad indagine fiscale.

di Francesca Aliberti - Avvocato tributarista in Bari

LA CONFIGURABILIBITÀ DEL REATO DI OCCULTAMENTO O DISTRUZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI E DEI DOCUMENTI DI CUI È OBBLIGATORIA LA CONSERVAZIONE

L'occultamento o la distruzione delle scritture contabili o dei documenti la cui...

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