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25 agosto 2021 N. 125 - Reati documentali
Il controverso rapporto tra sequestro preventivo del conto bancario della società e i poteri di delega del legale rappresentante

È legittima la misura cautelare reale del sequestro preventivo, finalizzato alla successiva confisca, delle somme rivenienti sul conto intestato alla società nell'ipotesi in cui il reato tributario sia stato commesso dal legale rappresentante della società per il sol fatto che quest'ultimo disponesse di delega ad operare su detto conto? A tale quesito offre un'ampia e condivisibile risposta da ultimo la Suprema Corte di Cassazione che con la Sentenza 24 giugno 2021, n. 24666 si è espressa sulla legittimità dell'operato sequestro preventivo sui conti correnti della società semplice di cui il legale rappresentante aveva omesso di presentare le prescritta dichiarazione dei redditi.

Nell'ambito del procedimento penale veniva disposto il sequestro preventivo delle somme giacenti sul conto corrente intestato alla società perché considerate appunto "profitto" del reato, sul presupposto (erroneo) che lo stesso fosse nella disponibilità delle somme per il sol fatto che il legale rappresentante della società disponesse di una delega ad operare sui conti bancari della società. Avverso l'ordinanza proponeva ricorso per cassazione la società Alfa deducendo la violazione di legge, per aver il Tribunale di Torino errato nella corretta interpretazione del concetto di "disponibilità" delle somme.

di Francesca Tommasei - Avvocato tributarista in Grottaglie

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Prima di affrontare nel dettaglio le ragioni che hanno indotto la Suprema Corte di Cassazione ha accogliere le istanze della società ricorrente, è bene rammentare - seppur brevemente - la struttura oggettiva e soggettiva del delitto di Omessa...

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